martedì, 17 novembre 2009
Abbiate il coraggio di vivere i vostri sogni, non ve li lasciate sfuggire, se anche capita che arrivate in fondo e avete perso, voi continuate lo stesso a lottare per una META. Sarete ammaccati, esausti e senza fiato, ma se alzate gli occhi potrete sentire come l'applauso di ottantamila persone che hanno tifato per voi.

SEGUITE SEMPRE GLI SPORT DAL VIVO, ABBIATE IL CORAGGIO DI FARLO, FATELO PER QUALSIASI SPORT, PERCHE' NON E' IMMAGINABILE L'EMOZIONE CHE SI PROVA, NON E' NEANCHE LONTANAMENTE PARAGONABILE AL VEDERLO PRECONFEZIONATO IN TELEVISIONE. VIVETE QUELLE EMOZIONI, ABBANDONATEVI A LORO, ABBIATE IL CORAGGIO DI ARRIVARE IN FONDO A UNA GIORNATA E POTER DIRE "IO C'ERO".





Avrei dovuto scrivere questo post appena tornata da Milano, sabato sera. Avrei dovuto cogliere l'occasione per descrivere quelle emozioni fin da subito, perché poi è tardi, poi, quando torni con la testa alla vita di sempre, e ti mischi di nuovo con i tuoi problemi e le tue seghe mentali. Poi risulta tardi rendere l'idea di quel che è stato. Come ora. Mi è difficile trovare le parole. Perché se ripenso a sabato rivedo quello che vorrei poter rivivere in ogni istante. L'emozione di salire le scale di San Siro e lo spettacolo di ottantamila persone che ti mozza il fiato.
L'haka dei neozelandesi, urlata nel silenzio più assordante che abbia mai conosciuto in uno stadio, l'inno italiano GRIDATO con tutta l'anima e corpo da quegli omaccioni con gli occhi chiusi, l'incredulità delle persone che guardandosi si riconoscevano.
Non immaginate le emozioni provate in una giornata; una giornata che tutto sommato è stata anche qualcosa di banale, un evento sportivo, niente più, oltretutto un'amichevole; oltretutto un'amichevole dal risultato scontato. Eppure quegli sguardi commossi di chi era in campo hanno incantato tutti, e hanno guidato le loro gesta, fino alla mischia finale, fino a quegli interminabili minuti in cui io ho perduto la voce, e di sicuro non sono l'unica.
Ripenso e rivedo... la mia bandiera arrotolata sulle mani durante l'inno, la coreografia tricolore sugli spalti, sprazzi di ola lungo tutto lo stadio, parrucche colorate, scritte in fronte, sulle guance, sull'intera faccia.
Neozelandesi sbucati chissà da dove, birra alla mano, a salutarci gridando "Forza Italiaaa!!" e tutti "eeeehhh!!" come in una festa.
Non so, è strano.
E' strano, è come essersi svegliati un giorno tutti con le felpe dell'Italrugby e i cappellini ufficiali. E' come se un giorno ci siamo svegliati e ci siamo accorti di amare questo sport.
C'è stato un attimo in cui ho guardato il campo, ho guardato lo spettacolo interminabile degli ottantamila, e mi sono resa conto che no, non era il calcio. Era strano. Immensamente strano.
Ho sorriso. E mi è piaciuto.
Incontrare la gente per le strade che ti sorride e ti fa il pollice alzato, solo perché vede che hai il cappellino azzurro e capisce dove sei stato e cosa hai vissuto.
Semplicità.
Complicità.
Tutto questo avevo dimenticato. Tutto questo che non si può chiedere di meglio.
Quando vivi queste cose, ti dimentichi di tutto.
Ti rendi conto che vivi per qualcosa. Non è niente in fondo, è solo un attimo di divertimento e svago, ma in quel momento di sembra tutto. Sei una parte del tutto. E il tutto è protagonista. 
Adoro questa sensazione.
Quando torni a casa la sera e sentendo che tutti ne parlano, tu pensi "io c'ero".
Sì ragazzi, io c'ero.

(Il video che ho messo l'ho fatto io!! L'haka l'ho vista solo da dietro purtroppo, ma vi assicuro che è centomila volte meglio un haka vista dal vivo anche da dietro che 300 haka viste bene ma solo in televisione).
SparklingDiamond ha camminato sulla strada di mattoni gialli alle 17:53 ||
commenti (6)   || Il respiro degli ottantamila || sport, rugby, da ricordare, giornate indimenticabili
venerdì, 13 novembre 2009
Avete presente quei momenti in cui non vi fa voglia di fare niente e decidete consenzialmente di lasciarvi andare a voi stessi, ve ne fregate di come siete vestiti, insomma, dello stato in cui siete?
Avete i capelli OSCENI, ma non avete la forza di far niente, pazienza oggi sto così, in fondo devo andare a lavorare in ufficio, poi a sera non devo neanche uscire. Avete presente no? Capitano a tutti (credo) momenti così!! Quando avete degli occhi che sembrano zampogne e pare che non dormiate da almeno 3 giorni consecutivi, faccia a ebete con sorrisino sforzato perché non c'avete la forza di ridere dalla stanchezza che avete e magari vi abbioccate in ogni angolo appena potete (tipo in treno) con tanto di bocca semiaperta e gocciolina alla bocca. E magari non fate neanche caso a che CAZZO di colori c'avete addosso che non c'azzeccano una mazza.. ma pazienza, per un giorno voglio fregarmene di queste cose, non me ne importa niente. 
Dite. Sì sì. E magari questo stato di apatia completa vi fa immergere in un senso di rincoglionimento tale che se vi si presentasse davanti qualcuno con la voglia di chiacchierare, non sareste in grado di pronunciare più di 3 parole di seguito di senso compiuto accompagnato ad innumerevoli ripetizioni. 
E quindi niente, te ne stai a lì a gingillarti nei tuoi pensieri, aspettando finalmente il momento di rientrare a casa e porre fine alla sofferenza dei tuoi lati femminile e narcisista che ti stanno implorando con tutte le loro lacrime quantomeno di provare a metterti a posto i capelli e controllare lo stato del tuo naso (rosso come una ciliegia dopo due settimane di raffreddore) con lo specchiettino tascabile che hai a un passo da te, nella tua mega borsa (poi, come trovarlo lì dentro, è un altro problema).
Ma niente, te ne stai lì immobile in stile bradipo e te ne freghi di tutto. (questa più o meno la tua espressione:  )

Fino a che il tuo cuore fa TUMP. 

E dopo aver accennato nella mente ad una carrellata di bestemmie in tutte le lingue del mondo (   ), sei in grado di sussurrare con i denti stretti soltanto "nooooOOOOO" come se servisse a scongiurare quello che accadrà da lì a circa 5 secondi dopo. 

"MA PORCA PUTTANA, MA PROPRIO STASERA CHE SEMBRO UNA DONNA DELLE PULIZIE???????????"  

Ebbene sì. E' OVVIO stasera.

E' OVVIO che in un momento del genere, in quelle condizioni estetiche PESSIME, con quegli occhi gonfi e il naso rosso, i capelli inguardabili e quant'altro, dopo più di UN MESE che non lo vedevo né lo sentivo, LUI DOVEVA SALIRE PROPRIO NELLO STESSO VAGONE MIO, DIRIGERSI DOVE ERO IO E PER GIUNTA SU UN TRENO CHE NON DOVEVO NEANCHE PRENDERE E CHE HO PRESO PER CASO!!!!

E' ovvio no!!!!!!!!!!!!!!!!!

Maledette coincidenze!!!!!!!!

Cioè, allora, mi ha fatto piacere rivederlo, (non mi sono ancora soffermata a pensare sull'effetto che mi ha fatto e neanche ho intenzione ), riparlarci (anche se l'imbarazzo si tagliava a fette) ma io dico, ma perché proprio ieri sera che ero in quello stato comatoso???? Che quando mi si è presentato davanti avevo resettato il vocabolario e avrò spiccicato sì e no 4 parole in croce??? 
Mai che lo vedessi quando sono bellina tutta carina... no eh? 

E vabbeeeeeeeeeeeeeeehhhhhhh ormai è andata.... però che palleeeeee!!!!!!!
Avrei tanto voluto avere un telecomando con il tasto PAUSE, e in quel frangente svignarmela nel vagone opposto!!!!!
O, meglio ancora, avere a portata di mano una bacchetta magica e un incantesimo di Hermione per farmi diventare in un istante... FIGHISSIMA!!!!! 
 

PS: per la cronaca, domani me ne vado a Milano a San Siro a vedere Italia - Nuova Zelanda di rugby. Vado con 2 miei colleghi, poi però loro rimangono a Milano e il viaggio di ritorno me lo faccio da sola. Sarà il mio primo vero viaggio da sola sola (capirai... ) . C'ho paura perché ovviamente le mie paure me le porto dietro da una vita e non vanno via certo ora così, puff. Però la considero una partenza. E soprattutto non penso. Come sopra, non ho intenzione assolutamente di pensarci. 
Perché sono arrivata alla conclusione che troppo pensare impedisce l'azione. E io ora voglio agire, agire, agire...!
Per pensare siamo sempre a tempo...

SparklingDiamond ha camminato sulla strada di mattoni gialli alle 21:40 ||
commenti (4)   || Momenti || scazzo, cose così
lunedì, 09 novembre 2009
La leggenda vuole che fu costruito in una sola notte, precisamente la notte tra il 12 ed il 13 agosto 1961.
Ma a nascere quella notte non fu il muro di mattoni che per 29 anni conobbe gli spasimi della città di Berlino incastonata tra l'assurdità e le rivalità delle potenze vincitrici della guerra; a nascere fu prima un muro "mentale" che permise in quei giorni di arrivare ad accettare l'idea di chiudere un pezzo di città in nome di un'ideologia.
Il Muro nacque dunque quella notte d'agosto e non importa se non si trattò fin dall'inizio di quella muraglia alta 3 metri e mezzo tenuta a guardia da cecchini in divisa; anche solo un po' di muricciolo arroccato e in qualche caso una strisciata di filo spinato ormai la strada era compiuta. Berlino sarebbe stata divisa in due.

Io ho studiato questo pezzo di storia moderna a Tedesco, al liceo. Ringrazio ancora oggi la mia prof che era un mastino napoletano in quanto a severità ma una bomba di informazioni e notizie. Quando raccontava le cose, anche se in tedesco, restavamo tutti incollati ad ascoltare. E (soprattutto) capivamo. Aveva un modo di farci entrare le cose in testa che aveva dell'incredibile. I concetti ti apparivano subito chiari e concisi, sapevi cosa dovevi imparare.
Poi vabbé il fatto che non si risolveva a darmi il mio meritato 8 dopo ogni interrogazione io lo prendevo con filosofia; la verità è che dovevi davvero dare tutta te stessa se volevi prendere quanto meritavi, altrimenti ti toglieva qualcosa. E in fondo questa politica è anche giusta... alla fine fu una sfida, e la vinsi. La mia terza prova di tedesco fu un foglio di domande immacolato dove non si azzardò a mettere penna. 
Scusate la digressione.

Aver studiato questo pezzo di storia a tedesco, al liceo, mi ha aiutato a capire anche di più certi avvenimenti di ora e dell'epoca, che io comunque ricordo perché ero sì piccola, ma non piccolissima.
Avevo 6 anni quando venne giù il muro di Berlino. Ricordo esattamente l'edizione del Tg, le immagini confuse e le voci concitate dei giornalisti che davano la notizia; ricordo soprattutto la gente che si arrampicava su per il muro, si porgeva le mani per aiutarsi a salire. Nel mio immaginario quell'immagine rappresentò un'idea di libertà che forse, inconsciamente, si instaurò dentro di me senza neanche rendermene conto ma soprattutto rappresentò forse il primo grande avvenimento di cui ho ricordanza, il che significa che ebbi, per la prima volta in vita mia, il sentore della Storia. Il mio primo avvenimento di storia vissuto sulla mia pelle fu dunque la Caduta del Muro di Berlino.



Non è una storia molto conosciuta. Se vi chiedessi com'è che era divisa la Germania, quali motivi avevano spinto le grandi potenze a dividersi la Germania in quel modo e, soprattutto, perché il muro venne realmente costruito, sapreste rispondermi?
Con molta probabilità no.
E allora rispolveriamo i ricordi che mi porto dietro dalle lezioni di tedesco.

Quando la Guerra (la Seconda... beh, non si sa mai qualcuno avesse dei dubbi!) stava per risolversi a favore degli Alleati (Francia, Inghilterra, Usa), la Germania venne ovviamente occupata. Da Est arrivarono i russi, da ovest gli Alleati. 
A guerra conclusa c'era da decidere come "spartirsi" i territori della Germania occupata. 
Cosa fecero lor signori?
In pratica si divisero la Germania in base all'arrivo: la Germania dell'Est andò alla Russia (ovvero venne annessa all'URSS), la Germania dell'Ovest rimase in mano agli Stati Uniti e gli altri alleati.
Come capitale venne scelta Berlino.
Per motivi (presumo) simbolici, Berlino venne a sua volta divisa in due zone. Metà Berlino apparteneva alla Russia, l'altra metà agli Alleati.

Dove stava il problema?
Berlino era COMPLETAMENTE dentro al territorio russo.

A quei tempi, i collegamenti tra l' "Est" (ovvero l'URSS) e l'ovest erano praticamente vietati. Con il Patto di Varsavia (1955) gli stati dell'URSS si contrapposero definitivamente a quelli della Nato. Era arrivata la Guerra Fredda. Le persone del regime comunista potevano spostarsi solamente all'interno dei paesi del Patto di Varsavia ma non poteva viaggiare in quelli della Nato (e se anche avessero potuto farlo, la svalutazione della loro moneta, fuori dal mercato, rendeva impossibile sostenere le spese al di fuori della "Cortina di ferro" comunista).
Questo lo scenario europeo.
A Berlino, c'era una città divisa in due. Una città dove, per metà si viveva come gli occidentali, per metà come i comunisti russi.
Molti da Berlino Est migravano verso Berlino Ovest.
Per questo non era più possibile (dal punto di vista di quelle grandi menti dei dittatori) andare avanti così. Dovevano chiudersi i collegamenti con Berlino Ovest che, vorrei ricordare, era come un'isola immersa nell' "impero" russo. 
Questo è un concetto che quando viene raccontata la storia del Muro di Berlino non viene mai fuori.
Il Muro non venne costruito per dividere le due Germanie ma per isolare Berlino Ovest, cosicché non "influenzasse" la buona pace della dittatura comunista.
Fu così che, dopo che segretamente venne pensato e progettato, la notte del 12 agosto 1961 iniziarono i lavori per la costruzione del Muro, costruito ATTORNO alla Berlino Ovest (e non a dividere in due la città, come spesso erroneamente si pensa). Fu così che il mattino successivo molte persone si alzarono e non poterono raggiungere il posto di lavoro. Addirittura palazzi furono "divisi" a metà dal muro (molti tentarono di passare dall'altra parte del muro gettandosi dalle finestre dei palazzi "a metà" sperando di cadere dalla parte giusta). Tante famiglie inoltre (ed è questa la parte più tragica) vennero separate. Non si sarebbero più rivisti per 29 lunghi anni. 
La fobia (perché altro non si può chiamare) dei russi verso Berlino Ovest crebbe sempre di più: vennero aumentate le misure di sicurezza. Per lungo tempo non fu possibile far arrivare neppure gli aiuti perché per gli Alleati il territorio comunista era tabù non potevano metterci piede. Per cui non potevano raggiungere via terra la città (bel casino avevano combinato anche loro.. .da applauso!). Berlino Ovest era quindi diventata una prigione dalla quale nessuno poteva più uscire. 
Nonostante questo, i tentativi di passare il Muro da una parte e dall'altra aumentarono. Molte persone, donne e bambini in primis, ci hanno lasciato le penne. Le misure di sicurezza, come accennavo prima, si intensificarono.
Il Muro arrivò davvero a impersonificare la figura onnipotente della dittatura. 
Tanto cresceva la dittatura tanto cresceva il "potere" del muro. Ma non era soltanto una condizione sufficiente. Era anche una condizione necessaria. Motivo per cui, quando il muro cominciò a scricchiolare, anche la dittatura cominciava a venir giù a pezzettini, come a suon di piccone.
Fino a quella sera. Il 9 novembre 1989. Quella sera, un ministro tedesco (vi prego non chiedetemi di ricordarmi anche il nome!!) annunciò che sarebbe stato possibile varcare il confine. Il giornalista gli domandò "a partire da quando?" ed erroneamente il ministro rispose "anche da subito". 
E fu così che migliaia e migliaia di persone si rovesciarono per strada, abbracciarono i passanti, si procurarono mazze e picconi e si avviarono verso il muro...



SparklingDiamond ha camminato sulla strada di mattoni gialli alle 22:15 ||
commenti (2)   || 9 novembre 1989 - 9 novembre 2009 || storia, cose da sapere
domenica, 08 novembre 2009
... che sarei io!!!! Esatto!!!!
Infatti il meraviglioso raffreddore preso martedì si è OVVIAMENTE trasformato in sinusite fortissima con qualche linea di febbre..!!!!! 
Io soffro di sinusite, ho una malformazione al setto nasale (dovuta non si sa a che cosa, se una botta da piccola o che altro) che fa sì che l'80% dei raffreddori che ho diventino sinusiti... 
Ora, di solito siamo abituati a chiamare sinusite anche ciò che non lo è, giusto per giustificare un po' di mal di testa o un raffreddore molto forte. Ma vi assicuro che nel mio caso, ci troviamo di fronte a una vera e propria sinusite coi fiocchi!!!
A parte il rincoglionimento totale dovuto al giramento di testa (a forza di soffiare il naso), le orecchie perennemente tappate (infatti la mia paura è che venga fuori anche l'otite), ho delle fitte assurde alla testa, all'altezza degli occhi, sotto la fronte, che mi verrebbe voglia di tirarmici sprangate (e penso che mi sentirei decisamente meglio) e il naso talmente pieno che se mi tappano la bocca anche per scherzo rischio di morire nel giro di mezzo minuto per asfissia visto che veramente non riesco a inspirare per nulla, dalle mie narici NON PASSA NULLA!!!! In più, nella sola giornata di oggi ho fatto fuori 4 fazzoletti di stoffa formato gigante (ma forse anche 5) e questo pone un problema grosso per domani al lavoro... quanti pacchetti di fazzoletti mi devo portare dietro?
Poi devo valutare se non sia il caso di chiamare IL CRETINO (leggi: dottore) per farmi segnare gli antibiotici o, meglio ancora, il cortisone.
Io odio i farmaci ma in questi casi purtroppo non vedo soluzioni a breve termine. Cioè, magari ci vorrebbe un dottore che sia un po' più mirato, che invece di farmi provare le medicine per vedere se funzionano su di me, mi segnasse quelle "giuste" (visto che dopo tutti questi anni dovrebbe avere imparato qualche cosa di me, no??). Invece ogni volta mi tocca prenderne di vario tipo e mi sento intossicata da tutta 'sta roba che poi tanto buona non è. 
L'anno scorso ad esempio ho scoperto che molto probabilmente sono assuefatta all'Augmentin. 
Spero che quest'anno, con il fatto che è veramente tanto che non lo prendo più, mi sia un po' disintossicata...
Di andare dall'otorino non se ne parla... 80 euro per la visita non mi va di spendercele... e poi per cosa? Per farmi dire "hai la sinusite"? Che cacchio, l'ho già scoperto da sola , grazie!!! Magari lui però la cura me la darebbe giusta!!!
Che fareeeee quindiiiii???? 
Per adesso mi curo con i metodi naturali della nonna... fumenta con bicarbonato e origano (che FUNZIONA!!!!), miele, camomilla, thè, latte caldo, vitamine...  ma non passa!!!! 
Poi in vista di sabato vorrei essere non guarita, SUPERguarita!!!!!! Devo andare a Milano a vedere gli All Blacks a San Siro!!!!! Vorrei essere in splendida forma!!!!

Che palleeeeeee!!!!!!!!!!! Quanto odio l'inverno...!!! (perché per me è già inverno questo qui...)
E domani si inizia un'altra settimana... fermate il mondo voglio scendere!!!!
SparklingDiamond ha camminato sulla strada di mattoni gialli alle 21:32 ||
commenti (3)   || IL ROTTAME ||
martedì, 03 novembre 2009
 Non so se siete mai stati a Lucca durante il Lucca Comics & Games, la fiera dedicata al fumetto, che poi negli anni si è estesa e ha coinvolto giochi di ruolo, giochi da tavolo, (giochi di tutti i tipi insomma!!!), gadgets giapponesi di qualsiasi genere, cartoni animati, music contest e cosplay.
Non so se avete idea di quello che succede a Lucca in quei 4 giorni di "festa". No, se non ci siete mai stati non potete avere un'idea. Io lo aspetto a gloria ogni anno, lo aspetto per poter spulciare con le mie manine ogni stand alla ricerca di Topolini che mi mancano (faccio collezione di Topolino e sono abbonata dal 1994!!), ma anche per vivere quell'atmosfera che non incontri più in nessun altro posto al mondo, solo lì. 
Lucca si trasforma per quattro giorni: si possono trovare Lamù o Creamy per strada e allora le chiami per fare una foto, come ho fatto io con Sailor Moon domenica. Sono andata incontro a questa perfetta sconosciuta, le ho messo una mano sulla spalla dicendole "Sailor, scusa, la fai una foto con me?" e ci siamo abbracciate, in posa nella foto, come se ci conoscessimo da sempre, come se davvero quella Sailor Moon dei cartoni che conosco e che tanto ho amato si fosse materializzata lì davanti a me. Lo stesso i miei amici, ricordo l'anno scorso Dario che si mise a urlare in mezzo alla via "Gigi!!!!! Gigiiiiii!!!!!" perché aveva visto un tizio vestito da Gigi La Trottola.
Ed è facile vederne davvero di tutte di più e da quando ci metti piede non sai mai quello che veramente ti aspetta.

Non immaginate nemmeno i visi sorridenti delle persone intorno a Torakiki, con le macchine fotografiche in mani, tutti a immortalare uno dei personaggi che hanno avuto modo di avere accanto nella loro infanzia.
Oppure vedere un Uomo Ragno che si arrampica alla grata di una finestra, che ti viene quasi da pensare "E' lui!! Ma... non è possibile!!" oppure "No, non ci credo... è di cartapesta!!!".
O magari ti può capitare di camminare mentre in tutta la piazza vengono trasmesse con gli altoparlanti le canzoncine dei cartoni animati (Cristina D'Avena su tutti ovviamente!) e renderti conto intorno a te che tutti STANNO CANTANDO. C'è "Fiocchi di cotone per Jeanie" e tutti la stanno cantando.
Pensavo di essere l'unica a ricordarla, l'unica a conoscerla, pensavi che nessuno si ricordasse più di quel cartone. E invece tutte le persone che incontri la canticchiano...

"Fiocchi di cotone bianchi come neve, neve? Lieve lieve.."

Vabbeh ma che cagata di bimbiminkia sfigati, direte voi!!
E invece no, è questo il bello!!
Perché i quattro vestiti da Flinstones (Fred, Wilma, Barney e Betty al completo) che ho incontrato sabato erano tutti dei bei cinquantenni!
Perché Alladin e Jasmine erano degli ultratrentenni che portavano a spasso il piccolo in passeggino e avevano vestito il più grande da Tappeto Volante!!
Per non parlare dei babbi vestiti da GhostBusters, con un ingegnosità acuta nel costruire le trappole acchiappa-fantasmi.

Penso che quelli della mia generazione siano condannati a vivere rimanendo sempre un po' bambini per gran parte della loro vita. I venticinque-trentenni, o i poco meno che quarantenni di oggi, si appassionano ancora a vedere Holly e Benjy e se incontrano un Mark Lenders per la strada, vanno lì e gli stringono la mano. 
Siamo condannati a non crescere mai, a vivere cercando di "ripetere" la nostra infanzia troppo bella.
Quando, se ti trasformavi in Sailor Moon ti sembrava davvero possibile cambiare il mondo.
La crisi e la fine di alcuni ideali hanno accentuato questo fenomeno. Spesso la realtà non dà quanto dovrebbe allora l'ingegno, mischiato alla fantasia, ha bisogno di creare. Quindi crea.
E si entusiasma ancora per un fumetto tenuto in una teca.
Per un disegno di Corto Maltese ingiallito, per un Peanuts o un Topolino nuova edizione. O per un gioco regalato. O per l'ultima serie di quel Manga...

A fine serata, quando vai al Lucca Comics, non sai più distinguere nettamente sogno e realtà. Non hai più chiaro dove ha inizio l'uno e finisce l'altra. Non sei più conscio di quella demarcazione invisibile che delinea quotidianamente le tue giornate e ti permette di affermare con certezza "questo è vero", "questo non è vero".
Quando passa un'ambulanza al Lucca Comics, perché magari un vecchietto ha avuto un malore, ti viene da dire "Guarda quelli lì come son bravi, sembrano veri, hanno anche l'ambulanza!!", salvo poi accorgersi che quella in realtà è... la realtà!!!
Oppure vedi un carabiniere e ti chiedi "Ma è vero o è finto?"

Se Dante potesse ancora dire la sua (quanto ce ne sarebbe bisogno!!) penso che aggiungerebbe un girone al suo Inferno, ed è il Girone nel quale senz'altro finirei insieme a tutti quelli che han vissuto i miei anni pieni di speranze: il Girone dei Balocchi.
Il Girone di coloro che non hanno mai abbandonato il gioco, che non possono vivere senza giocare, che mettono il giocare (forse) al di sopra delle responsabilità, al di sopra di (quasi) tutto.
Il Girone di quelli che NON VOGLIONO crescere, che non hanno davvero fino in fondo il coraggio di affrontare la realtà, come facevano i loro genitori, e vivere di cose solo materiali e logiche, come già fanno i loro figli.

Sono contenta di far parte di questo Girone.
Perché se il Girone dei Balocchi è bello come il Lucca Comics, beh... è tutto un gran casino, però è proprio un bell'Inferno!!!




PS. Tornata da Lucca domenica sera, mi sono immaginata come sarebbe il mondo se la gente si prendesse un po' meno sul serio. Se la gente cioè, un giorno, si presentasse in ufficio vestita che so, da Creamy, o da Batman.
Se invece dei soliti colloqui formali, si chiedesse di improvvisare una battaglia con le spade laser. 
Se invece dei soliti muri grigi negli ospedali e negli uffici pubblici, si potessero leggere attraverso i disegni le fiabe Disney.
Secondo me, sarebbe un mondo decisamente migliore.
SparklingDiamond ha camminato sulla strada di mattoni gialli alle 23:05 ||
commenti (7)   || Il girone dei Balocchi || da ricordare, lucca comics